A qualunque attore/attrice viene chiesto di fare un ST, ma per chi non è addetto ai lavori la domanda viene spontanea “che diamine è un ST?”, Traducendo letteralmente questa parole vuol dire è “auto nastro”: molto più semplicemente è un’auto presentazione in cui a parte fare il proprio nome, il soggetto parla dei suoi principali successi, i suoi punti di forza e mostra le sue mani/profili; Può essere una ripresa a figura intera, un mezzo busto, un primo piano o anche un po’ di tutti questi “tagli” ma la cosa importante è che si veda bene la sua fisicità e soprattutto che sia illuminato come si deve, senza troppe ombre né luci troppo forti, e ancor di più che non sia in imbarazzo. La sua durata solitamente non supera mai il minuto/minuto e mezzo, anche perché poi cala l’attenzione sia di chi è davanti l’obbiettivo, sia poi chi lo vede (di solito il Casting Director). Facile? Per niente! Spesso e volentieri prima di trovare quello buono, se ne girano diversi, a volte anche una decina o una ventina e non di rado tutti quei video che poi si buttano, i cosiddetti “bloopers” (noti anche come “papere”), sono molto più divertenti, perché viene fuori il peggio che è in ognuno di noi!
Ma il ST non è solo questo: è anche interagire con altri, le cosiddette “spalle”, cioè quelle persone che stando letteralmente dando “le spalle all’obbiettivo” danno battute, rispondono a tono, il tutto per rendere il più creativa possibile la scena! Altro dettaglio che non va sottovalutato è la lingua, intesa non come l’omonimo organo della bocca, ma inteso come il sistema di comunicazione; in altri termini non si recita solo in Italiano, ma anche Inglese, Francese ecc. . E la “spalla”? anche lei si esprime in quel linguaggio! E anche qui, le “papere” non si contano!